Prestazioni Inps, i chiarimenti sulla sospensione dei termini decadenziali per le domande amministrative


A decorrere dal 23 febbraio e fino al 1° giugno 2020, è sospesa la decorrenza dei termini decadenziali per la presentazione delle domande di prestazioni previdenziali e di riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto a dette prestazioni, nonchè per l’accettazione dei provvedimenti di ricongiunzione, riscatto e rendita vitalizia (Inps, circolare n. 50 del 4 aprile 2020)


Come noto, l’art. 34 del D.L. n. 18/2020 ha disposto, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020, il decorso dei termini di decadenza e di prescrizione relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’Inps e dall’Inail. Orbene, i termini di decadenza sospesi sono sia quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge per la presentazione delle domande di prestazioni previdenziali e delle domande di riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alle prestazioni, che quelli per l’esperimento dell’azione giudiziaria, ad esempio avverso la decisione di diniego del ricorso amministrativo o il silenzio-rigetto formatosi a  seguito dello spirare dei termini stabiliti per la pronuncia della decisione medesima (art. 47, D.P.R. n. 639/1970). A titolo esemplificativo e non esaustivo, rientrano nell’ambito di applicazione della norma in esame i termini di decadenza per la presentazione delle seguenti domande:
– riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alla pensione anticipata in favore dei lavoratori c.d. precoci (art. 1, co. 199 e ss., L. 11 dicembre 2016, n. 232), con scadenza originaria del termine al 1° marzo 2020;
– riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto all’indennità c.d. APE sociale (art. 1, commi 179 e ss., L. 11 dicembre 2016, n. 232), con scadenza del termine al 31 marzo 2020;
– riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alla pensione di inabilità per soggetti affetti da malattie, di origine professionale, derivanti da esposizione all’amianto (art. 1, commi 250 e 250 bis, L. 11 dicembre 2016, n. 232), in scadenza al 31 marzo 2020;
– riconoscimento dello svolgimento di attività lavorative particolarmente faticose e pesanti (D.Lgs. 21 aprile 2011, n. 67) in scadenza al 1° maggio 2020;
– pensionamento anticipato per i lavoratori del settore editoria (art. 37, co. 1, lett. a), L. 5 agosto 1981, n. 416);
– conferma dell’assegno ordinario di invalidità (art. 1, co. 7, L. 12 giugno 1984, n. 222).
Le domande di riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alla pensione anticipata in favore dei lavoratori c.d. precoci e all’APE sociale, presentate, rispettivamente, dopo il 1° marzo ed il 31 marzo 2020, purchè comunque entro il 1° giugno 2020, ai fini del monitoraggio degli oneri, si considerano presentate, rispettivamente, entro il 1° ed il 31 marzo. Di qui, fermo restando il termine previsto del 30 giugno 2020 per l’invio dell’esito delle domande presentate, rispettivamente, entro il 1° ed il 31 marzo, a seguito dell’inclusione nel c.d. primo scrutinio anche delle domande presentate oltre tali ultimi termini, l’invio dell’esito delle domande in argomento è effettuato anche successivamente alla predetta data, in considerazione del numero delle domande e dei tempi necessari per il completamento dell’istruttoria.
Con riferimento all’assegno ordinario di invalidità, esso è riconosciuto per un periodo di tre anni ed è confermabile per periodi della stessa durata, su domanda del titolare. La conferma dell’assegno ha effetto dalla data di scadenza, nel caso in cui la domanda sia presentata nel semestre antecedente tale data, oppure dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, qualora la stessa venga inoltrata entro i centoventi giorni successivi alla scadenza suddetta. Le domande di conferma presentate oltre 120 giorni dalla scadenza sono considerate nuova domanda. Tanto premesso, la sospensione dei termini esplica effetti con riguardo alle domande di conferma i cui termini di presentazione ricadano nell’arco temporale intercorrente dal 23 febbraio al 1° giugno 2020, siano essi quelli relativi al semestre precedente la scadenza dell’assegno, siano essi quelli relativi al periodo di 120 giorni successivi alla stessa. In tali ipotesi, il differimento opera relativamente al periodo residuo del termine di presentazione della domanda rispetto a quello già trascorso al 23 febbraio 2020.
Peraltro, considerato lo stato emergenziale dichiarato dalle autorità pubbliche, nonchè la conseguente sospensione delle visite previdenziali medico legali, nelle more, il pagamento degli assegni di invalidità viene mantenuto provvisoriamente, ove sia stata presentata la domanda di conferma, salvo recupero degli importi indebiti, qualora gli accertamenti successivi si concludano con il giudizio di insussistenza del requisito di legge. In tale contesto, pertanto, l’interessato può comunque presentare la domanda di conferma, tenuto conto che sono attivi i consueti canali di comunicazione telematica con l’Istituto.
Nell’ipotesi suddetta, è disposta centralmente, a titolo provvisorio, l’emissione di un mandato aggiuntivo di importo pari al netto corrisposto nell’ultimo mese di validità dell’assegno. Ove l’assegno venga confermato, tale importo deve essere conguagliato, a cura delle Strutture territoriali, con gli arretrati derivanti dalla ricostituzione dell’assegno stesso. Restano salve le azioni di recupero nel caso di corresponsione di ratei eventualmente non dovuti.
Infine, anche i termini di decadenza per l’accettazione dei provvedimenti di ricongiunzione, riscatto e rendita vitalizia (art. 13, L. n. 1338/1962), che ricadono nel periodo compreso tra il 23 febbraio ed il 1° giugno 2020, sono sospesi. Pertanto, dal 2 giugno 2020 gli interessati sono rimessi nei predetti termini conservando il diritto alle condizioni dell’originale piano di ammortamento. La sospensione non opera con riferimento ai termini di decadenza per le accettazioni dei provvedimenti già decorsi alla data del 23 febbraio 2020, per le quali gli operatori delle Strutture territoriali devono procedere secondo le ordinarie disposizioni in materia.