Naspi 2021: semplificazione dei requisiti di accesso e riesame domande respinte

La circolare Inps n. 65/2021, oltre a fornire istruzioni sull’indennità una tantum prevista dal decreto Sostegni a favore delle categorie di lavoratori già beneficiari dell’indennità di cui agli artt. 15 e 15-bis del decreto Ristori e sull’indennità onnicomprensiva a favore di alcune categorie di lavoratori colpite dell’emergenza COVID-19, illustra le novità introdotte dal citato decreto Sostegni in materia di indennità di disoccupazione NASpI, con specifico riferimento alla semplificazione dei requisiti di accesso alla stessa.

Come illustrato nel Primo piano “Bonus 2.400 euro, DL Sostegni: requisiti e termini di presentazione della domanda“, la circolare Inps n. 65/2021 ha chiarito, in primo luogo, che l’erogazione una tantum di un’ulteriore indennità di importo pari a 2.400 euro, secondo l’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni riguarda:
– i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori intermittenti;
– i lavoratori autonomi occasionali;
– i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
– i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dello spettacolo.
Pertanto, tutti i lavoratori appartenenti alle elencate categorie, che hanno già fruito delle indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis del decreto Ristori, non devono presentare una nuova domanda ai fini della fruizione dell’indennità una tantum di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni, ma essa sarà erogata dall’INPS con le modalità indicate dagli stessi per le indennità già erogate.
Essendo altresì previsto, ai successivi commi 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10, il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva di importo pari a 2.400 euro a favore delle suddette categorie di lavoratori che non siano stati già beneficiari delle indennità di cui ai citati articoli 15 e 15-bis, tali soggetti possono presentare domanda per il riconoscimento delle indennità onnicomprensive di cui all’articolo 10, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto Sostegni entro la data del 31 maggio 2021. Il rilascio del nuovo servizio per la presentazione delle suddette domande verrà reso noto con apposita comunicazione sul sito istituzionale.
Descritti i requisiti di accesso, le modalità di presentazione delle domande, ed il regime delle compatibilità delle indennità in argomento, l’Inps, si è soffermato sulle novità introdotte dal decreto Sostegni in materia di indennità di disoccupazione NASpI, con specifico riferimento alla semplificazione dei requisiti di accesso alla stessa.
Il decreto-legge n. 41 del 2021 ha infatti introdotto una novità di rilievo in materia di indennità di disoccupazione NASpI, con specifico riferimento ai requisiti di accesso alla stessa e, in particolare, al requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono il periodo di disoccupazione previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera c), del D.lgs 4 marzo 2015, n. 22, il quale recita come segue: “1. La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
b) possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
c) possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
(…)”.

L’articolo 16 del decreto Sostegni, al comma 1, prevede che per le indennità di disoccupazione NASpI concesse a decorrere dal 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto) e fino al 31 dicembre 2021 non trovi applicazione il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo di cui al citato articolo 3, comma 1, lettera c), del D.lgs n. 22 del 2015.
Conseguentemente, per gli eventi di disoccupazione verificatisi nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2021 è ammesso l’accesso alla prestazione di disoccupazione NASpI in presenza dei soli requisiti dello stato di disoccupazione involontario e delle tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, con esclusione quindi del requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo.
Come già precisato con circolare n. 94 del 2015, l’Inps ribadisce che, in materia di indennità NASpI, per evento di disoccupazione si intende l’evento di cessazione involontaria del rapporto di lavoro che ha comportato lo stato di disoccupazione.
Le domande di indennità di disoccupazione NASpI presentate a seguito di eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro verificatisi nel periodo compreso tra la data dal 1° gennaio 2021 e la data di pubblicazione della circolare n. 65 in commento, respinte per l’assenza del requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, devono essere riesaminate d’ufficio in attuazione della sopra illustrata previsione di cui all’articolo 16 del decreto-legge n. 41 del 2021.

 

 

Smonetizzazione delle festività domenicali al personale TIM S.p.A.

Con accordo siglato l’8/3/2021, ai dipendenti TIM S.p.A., è stato riconoscito un permesso retribuito per la festività del 25 aprile 2021, cadente di domenica.

In relazione alla festività nazionale del 25/4/2021 cadente di domenica, a tutto il personale TIM S.p.A. è riconosciuto, in luogo del regime economico e normativo di cui all’art. 28 del vigente CCNL TLC.
a. un giorno di permesso retribuito da fruirsi a giornata intera secondo la disciplina di cui al capitolo 1 dell’Accordo del 9/1/2019;
b. 4 ore di permessi retribuiti, da fruirsi secondo la disciplina di cui ai capitoli 3 e 5 dell’Accordo del 9/1/2019, riproporzionati nei confronti del personale con rapporto di lavoro part-time.

Elemento di garanzia retributiva ai dipendenti del CCNL Editoria – Industria

Con la busta paga del mese di aprile spetta, ai dipendenti delle aziende grafiche ed affini e delle aziende editoriali anche multimediali, un elemento di garanzia retributiva

Ai lavoratori a tempo indeterminato in forza dall’1° gennaio di ogni anno nelle aziende che non abbiano mai fatto contrattazione di II livello e che nei precedenti tre anni non abbiano ricevuto nessun altro trattamento economico individuale o collettivo in aggiunta a quanto spettante a norma di CCNL., è riconosciuta con le competenze del mese di aprile dell’anno successivo un importo annuo di 250,00 euro lordi, ovvero una cifra inferiore fino a concorrenza in caso di presenza di un trattamento economico aggiuntivo a quello fissato dal CCNL.
L’importo è onnicomprensivo e non computabile ai fini del TFR.
In caso di risoluzione del rapporto prima della data di corresponsione, verranno erogati tanti dodicesimi dell’importo quanti sono i mesi interi di servizio prestati nell’anno.

Il dirigente è escluso dal blocco dei licenziamenti

I dirigenti non rientrano nella platea dei dipendenti beneficiari del blocco dei licenziamenti.

Nella specie, una società, visto il periodo di grandissima sofferenza economica e finanziaria, acuita dalle drammatiche conseguenze della pandemia Covid-19, aveva avviato un processo di riorganizzazione aziendale finalizzato alla progressiva integrazione ed ottimizzazione delle strutture operative, nell’ottica del contenimento dei costi e di una più utile gestione dell’impresa, sopprimendo la posizione lavorativa di un dirigente e ridistribuendo le relative funzioni ad altri responsabili aziendali. Il dirigente veniva così licenziato, con effetto immediato, nonché esonerato dal rendere in servizio il periodo di preavviso contrattualmente previsto.
Impugnando il recesso, il medesimo dirigente ha sostenuto la nullità e la illegittimità per più motivi. Si tratta, in particolare, di stabilire se il blocco riguardi anche la figura del dirigente.
Il dato letterale della disposizione non consente di ritenere che la figura del dirigente possa essere ricompresa nel blocco. Si è stabilito, infatti, che il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non possa recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3 della legge n. 604/66, disposizione quest’ultima che pacificamente non si applica ai dirigenti sia per espressa previsione normativa sia per consolidato principio giurisprudenziale (cfr. Cass. n. 23894/2018 e Cass. n. 27199/2018).
L’esclusione della figura del dirigente convenzionale dal blocco dei licenziamenti – continuano i giudici – risulta coerente con lo spirito che sorregge l’eccezionale ed emergenziale previsione del blocco dei licenziamenti durante la pandemia. Il blocco è stato accompagnato da una pressoché generalizzata possibilità per le aziende, anche quelle piccole, di ricorrere agli ammortizzatori sociali, con la conseguenza che la cassa integrazione, estesa come detto a tutte le aziende, ha consentito a queste ultime di tamponare le perdite (attraverso una riduzione del costo del lavoro), permettendo la tutela occupazionale dei lavoratori, anche a fronte del blocco dei licenziamenti.
Dunuqe, per far fronte ad una emergenza sanitaria ed economica senza precedenti, il sistema così delineato appare ragionevolmente sorretto dal binomio divieto di licenziamento/costo del lavoro a carico della collettività.
Con riguardo ai dirigenti detto binomio non può stare in piedi, poiché a questi ultimi non è consentito, almeno in pendenza del rapporto di lavoro, di accedere agli ammortizzatori sociali. Di conseguenza, nell’ipotesi in cui venisse esteso il blocco dei licenziamenti anche ai dirigenti, il datore di lavoro si ritroverebbe nella condizione di non poter reperire una soluzione sostitutiva (come per tutti gli altri dipendenti non dirigenti) che permetta loro di garantire reddito e tutela occupazionale senza costi aggiuntivi. Ciò determinerebbe che della categoria dei dirigenti dovrebbe necessariamente farsene carico il datore di lavoro, pur in presenza di motivi tali da configurare un’ipotesi di giustificatezza del recesso. E ciò potrebbe determinare un profilo di incoerenza costituzionale tra estensione del blocco ai dirigenti e principio di libertà economica.
In definitiva, la lettera della norma e la ratio del sistema non consentono di includere i dirigenti nella platea dei dipendenti beneficiari del blocco (Tribunale di Roma, sentenza 19 aprile 2021, n. 3605).

Fondo Sanitario Sanilog: garanzie Covid-19 per i lavoratori della Logistica

Sanilog, il Fondo sanitario per i dipendenti del settore Trasporto Merci e Logistica, informa che fino al 30/4/2021 sono messe a disposizione ulteriori risorse per le garanzie Covid-19 e che dall’1/5/2021 il relativo pacchetto sarà integrato nel piano sanitario

SANILOG, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa a favore dei dipendenti delle aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione, con circolare dell’8/4/2021, comunica agli iscritti le ultime novità a proposito delle garanzie Covid-19.
Nella consapevolezza che la pandemia è lungi dall’essere superata, Sanilog ha deciso di rinnovare il suo supporto ai lavoratori del settore stanziando ulteriori 700.000 euro ad integrazione del budget originario già esaurito di 1.800.000 euro per finanziare le prestazioni Covid attuali fino al 30 aprile 2021.
Inoltre, a partire dal 1° maggio 2021, le prestazioni Covid saranno integrate strutturalmente nel piano sanitario Sanilog e prevedranno:

– L’aumento da 1.000 a 3.000 euro dell’indennità forfettaria a seguito di ricovero in terapia intensiva, in caso di positività al virus Covid-19.

– Mantenimento dell’indennità giornaliera per ricovero pari a 40 euro, per ogni notte di ricovero per un periodo non superiore a 50 giorni all’anno, alla quale si aggiungerà un’indennità forfettaria nuova pari a 1.500 euro, sempre in caso di positività al virus Covid-19.

– Mantenimento degli strumenti di diagnostica Covid 19 fino al 31 dicembre 2021: 1 test sierologico quantitativo e l’eventuale successivo tampone molecolare.

– Inclusione delle prestazioni cosiddette “Long Covid” e cioè quelle legate alle eventuali conseguenze della malattia che normalmente sarebbero escluse perché derivanti da pandemia.

Professionisti e Gestione separata, per l’abitualità non rileva l’iscrizione all’Albo o la partita IVA

In tema di obbligo di iscrizione alla Gestione separata da parte dei professionisti, il requisito dell’abitualità va comunque accertato in punto di fatto e certamente la percezione da parte del libero professionista di un reddito annuo di importo inferiore a 5.000,00 euro, può rilevare quale indizio per escluderla, a nulla rilevando la mera iscrizione all’Albo o la titolarità di partita IVA. In ogni caso, l’abitualità va apprezzata nella sua dimensione di scelta “ex ante” del libero professionista e non invece come conseguenza “ex post” desumibile dall’ammontare di reddito prodotto (Corte di Cassazione, sentenza 19 aprile 2021, n. 10267).

Una Corte d’appello territoriale, confermando la sentenza del Tribunale di primo grado, aveva dichiarato l’insussistenza dell’obbligo di iscrizione alla Gestione separata Inps di e di pagamento dei relativi contributi, da parte di un avvocato. In particolare, la Corte di merito aveva ritenuto l’attività non abituale e rilevato che il professionista aveva prodotto nell’anno esaminato redditi inferiori ad euro 5.000,00.
Avverso tale sentenza ricorre l’Inps, deducendo che la sentenza avesse erroneamente trascurato che l’avvocato era iscritto all’Albo e titolare di partita IVA.
Per la Corte di Cassazione il ricorso è infondato.
L’obbligo di iscrizione alla Gestione separata è infatti genericamente rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante dall’esercizio abituale, ancorché non esclusivo, od anche occasionale, oltre la soglia monetaria dei 5.000,00 (art. 44, co. 2, D.L. n. 269/2003), di un’attività professionale, venendo meno tale obbligo solo se il reddito prodotto dall’attività professionale predetta sia già integralmente oggetto di obbligo assicurativo gestito dalla Cassa di riferimento (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza n. 478/2021).
In altri termini, la produzione di un reddito superiore alla soglia di euro 5.000,00 costituisce il presupposto affinché un’attività di lavoro autonomo occasionale possa determinare l’obbligo d’iscrizione presso la medesima Gestione, restando invece normativamente irrilevante qualora ci si trovi in presenza di un’attività lavorativa svolta con i caratteri dell’abitualità. Dirimente, insomma, è il modo in cui è svolta l’attività libero professionale, se in forma abituale o meno.
Tanto premesso, il requisito dell’abitualità deve essere accertato in punto di fatto e certamente la percezione da parte del libero professionista di un reddito annuo di importo inferiore a 5.000,00 euro, può rilevare quale indizio per escludere che, in concreto, l’attività sia stata svolta con carattere di abitualità, fermo restando che l’abitualità va apprezzata nella sua dimensione di scelta ex ante del libero professionista, coerentemente con la disciplina che è propria delle gestioni dei lavoratori autonomi, e non invece come conseguenza ex post desumibile dall’ammontare di reddito prodotto.
Nel caso di specie, dunque, in difetto di prova, di cui era onerato l’Inps, la Corte di merito ha accertato che l’attività svolta dal professionista era occasionale e produttiva di reddito modesto, non rilevando la mera iscrizione all’Albo o la titolarità di partita IVA.

CCNL AUTOSTRADE: accordo sul Premio di Produttività

Firmato il 15/4/2021, tra la SOCIETÀ AUTOSTRADE PER L’ITALIA e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, SLA-CISAL, UGL-VIABILITÀ, l’accordo per definire il Premio di Produttività e di Risultato per l’anno 2021 (anno di erogazione), relativo ai risultati del 2020, confrontati con il precedente anno 2019

Le Parti nell’incontro del 15/4/2021 hanno determinato i seguenti importi del Premio Produttività e le relative date di erogazione:

Premio Produttività 2020 (erogazione 2021)

Parametri

Livello

Premio Produttività 2020

1.a tranche marzo 2021

2.a tranche luglio 2021

235 A 3.016,89 1.091,64 1.925,25
210 A1 2.695,95 975,51 1.720,44
185 B 2.375,00 859,38 1.515,63
169 B1 2.169,59 785,05 1.384,54
148 C 1.900,00 687,50 1.212,50
135 C1 1.733,11 627,11 1.106,00
100 D 1.283,78 464,53 819,26

Le Parti hanno chiarito che

a. con le competenze del mese di marzo u.s. è stato già erogato un acconto sul Premio pari ad € 687,50 lordi per il livello di inquadramento “C”, articolato sulla base dei parametri stabiliti dal CCNL;

b. per il solo personale in forza al 31/12/2020 ed alla data odierna ancora in servizio, con l’obiettivo di poter definitivamente e stabilmente apprezzare i risultati complessivamente realizzati dalla Società anche negli anni passati, viene sancito, a partire dall’anno 2021, il pagamento dell’importo del c.d. “valore di consolidamento”, individuato tra le parti in € 600 lordi annui per il livello “C”, da parametrare sulla base della scala stabilita nel contratto collettivo nazionale di lavoro. Tale valore, per il solo anno 2021, verrà erogato in una unica tranche con le competenze del mese di aprile 2021 secondo gli importi sottoindicati:

Valore di consolidamento (*)

Parametri

Livello

Valore di consolidamento

235 A 952,70
210 A1 851,35
185 B 750,00
169 B1 685,14
148 C 600,00
135 C1 547,30
100 D 405,41

– (*) –
Per l’anno 2021 verrà erogato in un’unica tranche nel mese di aprile 2021
Dall’anno 2022 verrà erogato in quote mensili pari ad 1/12 dell’importo totale

c. a far data dall’1/1/2022, esclusivamente per il personale come individuato al comma b), l’importo di 600 € lordi annui di cui sopra verrà erogato attraverso la definizione di una specifica indennità mensile, valida per 12 mensilità, con nessun ulteriore effetto retributivo diretto od indiretto, tranne che per il solo TFR;

d. con le competenze del mese di luglio 2021, verrà erogato un ulteriore importo pari a € 1.212,50 lordi per il livello “C”, da articolare sulla base dei parametri stabiliti dal CCNL;

e. su base volontaria, quest’ultimo importo potrà essere convertito in flexible benefits, per una quota pari esclusivamente al 50% o al 100% del valore; in tal caso la somma verrà incrementata di un ulteriore +15%. La decisione del singolo lavoratore se convertire o meno la parte di Premio stabilita nel punto d) del presente accordo, dovrà essere comunicata all’azienda entro e non oltre il 15 giugno 2021. Tale somma potrà essere destinata in tutto o in parte al fondo di previdenza complementare Astri.

Per la definizione dei criteri di erogazione del Premio di Produttività si applica quanto stabilito nei precedenti accordi in materia, in particolare quanto definito nell’accordo del 26/6/2020.
Data la particolare situazione determinata dall’emergenza epidemiologica nel 2020, l’importo in erogazione a luglio 2021, contrariamente a quanto previsto dalle vigenti intese, non verrà decurtato delle quote giornaliere in caso di assenza per malattia e/o per assenze non retribuite.
Gli importi del premio di cui al presente accordo, ad eccezione della somma prevista al punto c) che prevede un’apposita diversa disciplina riguardo il TFR, non sono utili agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale né del trattamento di fine rapporto.
Per quanto riguarda i flexible benefit, le parti si incontreranno in un apposito incontro da realizzarsi entro maggio 2021.

Le parti concordano che, a partire dal 2022 (anno di erogazione), cessano di avere vigenza tutte le precedenti intese in materia di Premio di Produttività annuale e che il nuovo Premio sarà sancito in un ulteriore accordo con validità triennale.
La Direzione Aziendale provvederà al deposito del presente accordo presso la competente DTL entro trenta giorni dalla data di stipulazione.
Il risultato complessivo raggiunto è valido, con le stesse caratteristiche, anche per le aziende Atlantia, SDS, Ad Moving e ATech, ai sensi di quanto previsto dai precedenti accordi in materia, e costituisce utile riferimento per le altre aziende collegate e partecipate.

Bonus 2.400 euro DL Sostegni: requisiti e termini di presentazione della domanda

Con circolare n. 65/2021, l’Inps fornisce istruzioni amministrative in materia di indennità una tantum prevista dal decreto Sostegni a favore delle categorie di lavoratori già beneficiari dell’indennità di cui agli articoli 15 e 15-bis del decreto Ristori, nonché di indennità onnicomprensiva a favore di alcune categorie di lavoratori le cui attività lavorative sono state colpite dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Inoltre, la circolare illustra le novità introdotte dal decreto Sostegni in materia di indennità di disoccupazione NASpI, con specifico riferimento alla semplificazione dei requisiti di accesso alla stessa.

L’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni ha previsto – a favore dei soggetti che hanno già beneficiato dell’indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. decreto Ristori) – l’erogazione una tantum di un’ulteriore indennità di importo pari a 2.400 euro. I lavoratori destinatari di tale indennità sono:
– i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori intermittenti;
– i lavoratori autonomi occasionali;
– i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
– i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dello spettacolo.
Pertanto, tutti i lavoratori appartenenti alle elencate categorie, che hanno già fruito delle indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis del decreto Ristori, non devono presentare una nuova domanda ai fini della fruizione dell’indennità una tantum di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni, ma essa sarà erogata dall’INPS con le modalità indicate dagli stessi per le indennità già erogate.
Il decreto Sostegni, ai successivi commi 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10 prevede altresì il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva di importo pari a 2.400 euro a favore delle suddette categorie di lavoratori che non siano stati già beneficiari delle indennità di cui ai citati articoli 15 e 15-bis del DL n. 137.
In particolare, l’articolo 10, comma 3, lett. a), del DL Sostegni ha previsto tra i destinatari dell’indennità onnicomprensiva anche la categoria dei lavoratori in somministrazione presso aziende utilizzatrici appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, non rientranti nell’ambito di applicazione delle disposizioni in materia di indennità COVID-19 di cui ai precedenti decreti emergenziali.
Per i lavoratori dello spettacolo, l’articolo 10, comma 6 ha introdotto un elemento di novità: mentre le precedenti disposizioni prevedevano che il lavoratore dovesse fare valere, in un determinato arco temporale, almeno sette contributi giornalieri e un reddito non superiore a 35.000 euro o almeno trenta giornate di contributi e un reddito non superiore a 50.000 euro, il citato comma, con riguardo a tale ultima categoria di lavoratori, ha innalzato a 75.000 euro la soglia che il lavoratore non deve superare per l’accesso alla relativa indennità onnicomprensiva, mantenendo inalterato il requisito c.d. contributivo (trenta giornate).
Domanda
Come già precisato, i lavoratori già beneficiari delle indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis del DL n. 137/2020 non devono presentare una nuova domanda per l’accesso all’indennità una tantum del decreto Sostegni. I lavoratori, invece, che non hanno beneficiato delle indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis cit. possono presentare domanda per il riconoscimento delle indennità onnicomprensive di cui all’articolo 10, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto Sostegni entro la data del 31 maggio 2021. Al fine di consentire, quindi, ai nuovi aventi diritto un sufficiente periodo di tempo per le domande, il termine per la presentazione delle stesse èstato posticipato da fine aprile al 31 maggio.
Il rilascio del nuovo servizio per la presentazione delle suddette domande verrà reso noto con apposita comunicazione sul sito istituzionale.
I lavoratori potenziali destinatari dovranno presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica, utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e per gli Enti di Patronato sul portale web dell’INPS.
Attualmente, le credenziali di accesso ai servizi sono:
– PIN INPS (si ricorda che l’INPS non rilascia più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020);
– SPID di livello 2 o superiore;
– Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
– Carta nazionale dei servizi (CNS).
In alternativa al portale web, le indennità possono essere richieste tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

Incumulabilità e incompatibilità
Le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10 non sono tra esse cumulabili.
L’indennità, prevista dall’articolo 10, co. 10 del DL Sostegni, erogata dalla Società Sport e Salute S.p.A. a favore della categoria dei lavoratori sportivi, è incomptabile con le indennità COVID-19 di cui ai decreti Cura Italia e Rilancio Italia, al DL Agosto, al decreto Ristori e di cui all’articolo 10, commi 1, 2, 3, 5 e 6 del decreto-legge n. 41 del 2021 in commento.
Le indennità di cui all’articolo 10 sono incumulabili con l’indennità a favore dei lavoratori domestici e con l’indennità per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.
Per i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali nonché per i lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, per l’accesso all’indennità onnicomprensiva, gli stessi non devono essere titolari di indennità di disoccupazione NASpI al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del medesimo decreto. Pertanto, l’indennità onnicomprensiva di cui al comma 2 dell’articolo 10 del decretolegge n. 41 del 2021 a favore dei lavoratori stagionali e in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali è incompatibile con l’indennità di disoccupazione NASpI.
Si precisa che tutte le indennità in esame sono incompatibili con le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive, esonerative e integrative della stessa, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO, della Gestione separata, degli enti di previdenza di cui al D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509, e al D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103, nonché con la c.d. APE sociale.
Ai beneficiari delle indennità di cui all’articolo 10, commi 1, 2, 3, 5 e 6, del decreto-legge n. 41/2021, qualora fossero titolari di un Reddito di cittadinanza, non verrà erogata l’indennità COVID-19, ma verrà riconosciuto un incremento del Reddito di cittadinanza di cui sono titolari fino all’ammontare di 2.400 euro.
Tra le incompatibilità previste vi è anche quella con il Reddito di emergenza, per il quale l’articolo 12 del decreto Sostegni ha previsto l’erogazione di ulteriori tre quote. Tali quote di Rem non sono altresì compatibili con la presenza, nel nucleo familiare, di componenti che percepiscono o abbiano comunque percepito una delle indennità previste all’articolo 10.
Si precisa che le indennità di cui all’articolo 10 del decreto-legge n. 41 del 2021, per espressi pareri ministeriali, sono compatibili con la titolarità di cariche elettive e/o politiche esclusivamente se per le stesse è previsto come compenso il solo gettone di presenza; al contrario, la titolarità di cariche parlamentari e di tutte le cariche che prevedano, come compensi, indennità di funzione e/o altri emolumenti diversi dal solo gettone di presenza non consentirà l’accesso alle indennità in argomento.
Le indennità onnicomprensive di cui al richiamato articolo 10, commi 1, 3, 5 e 6, sono compatibili e cumulabili con l’indennità di disoccupazione NASpI (tenendo presente quanto sopra specificato per i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, nonché per i lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali), con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL e l’indennità di disoccupazione agricola. Infine, in analogia a quanto previsto per la prestazione di disoccupazione NASpI, le indennità di cui al richiamato articolo 10, commi 1, 2, 3, 5 e 6 sono compatibili e cumulabili con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi e i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale.
Infine, le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10 sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità, di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.

Semplificazione dei requisiti di accesso alla NASpI

Il decreto Sostegni ha altresì introdotto una novità di rilievo in materia di indennità di disoccupazione NASpI.
L’articolo 16 del decreto Sostegni, infatti, al comma 1 prevede che per le indennità di disoccupazione NASpI concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto e fino al 31 dicembre 2021 non trova applicazione il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo di cui l’articolo 3, comma 1, lettera c), del citato D.lgs n. 22 del 2015.
In applicazione della richiamata disposizione normativa, per gli eventi di disoccupazione verificatisi nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2021 è ammesso l’accesso alla prestazione di disoccupazione NASpI in presenza dei soli requisiti dello stato di disoccupazione involontario e delle 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, con esclusione quindi del requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo.
Le domande di indennità di disoccupazione NASpI presentate a seguito di eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro verificatisi nel periodo compreso tra la data dal 1° gennaio 2021 e la data di pubblicazione della circolare in commento e respinte per l’assenza del requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, devono essere riesaminate d’ufficio.

CCNL Telecomunicazioni: Una Tantum per le aziende con esercizio chiuso a marzo

 

 

Spetta, con la retribuzione del mese di aprile 2021, un importo una tantum per i dipendenti delle imprese esercenti servizi di telecomunicazione

 

Le imprese il cui esercizio sociale si chiude nel mese di marzo erogheranno, con le competenze del mese di aprile 2021, un importo lordo pari a € 450 indifferenziato per livello di inquadramento lavoratori a tempo indeterminato con anzianità di servizio a tutti gli effetti riconosciuta, anche con riferimento all’Accordo 30/5/2016, superiore a dodici mesi in forza nel mese di erogazione.
Per le imprese che svolgono attività di CRM/BPO l’importo viene erogato con le seguenti modalità:

– € 225 con le competenze del mese di aprile 2021;
– € 225 trascorsi dodici mesi dalla prima erogazione.
Detto importo:
– è riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale;
– è escluso dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta e indiretta, di origine legale o contrattuale ed è quindi, comprensivo degli stessi.

Contribuzione 1° trimestre 2021 al Fondo Arco

Con circolare 02/2021 del Fondo di previdenza complementare Arco, sono stati resi noti gli adempimenti relativi alla scadenza contributiva del 1° trimestre 2021 prevista per il 20/4/2021.

Al fine di facilitare gli adempimenti relativi alla prossima scadenza contributiva del 20/4/2021, il Fondo di previdenza complementare Arco ha illustrato la regolamentazione e le modalità operative da seguire.

NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LEGNO, SUGHERO, MOBILE, ARREDAMENTO E BOSCHIVI FORESTALI INDUSTRIA

Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dall’1/1/2021 la contribuzione ad ARCO sia del 2,20% (rispetto al 2,10% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’ 1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto (NB: la nuova trattenuta del 2,20% si applica ai versamenti dovuti a partire dall’1/1/2021).
Il rinnovo prevede altresì:
– un contributo una tantum di 100,00 euro (con scadenza 20/7/2021) a carico delle aziende a favore di tutti i lavoratori dei settori rientranti nel CCNL, assunti con contratto a tempo indeterminato.
– che l’aliquota a carico dell’Azienda sarà pari al 2,30% a decorrere dall’1/1/2022;

NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LATERIZI E MANUFATTI IN CEMENTO INDUSTRIA (ANDIL, ASSOBETON)

Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dall’1/7/2020 la contribuzione ad ARCO sia del 1,80% (rispetto al 1,70% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’1,50% la contribuzione a carico dell’iscritto.

NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LAPIDEI ESCAVAZIONE SABBIA INDUSTRIA

Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dall’1/7/2020 la contribuzione ad ARCO sia del 2,15% (rispetto al 1,80% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto.

NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI MANIGLIE ED ACCESSORI PER MOBILI

Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dall’1/1/2020 la contribuzione ad ARCO sia del 2,10% (rispetto al 2,00% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto.